Milano Design Week 2026
April 20 – 26
by the continue. Co., Ltd.
at Biblioteca OSTINATA
Via Osti 6, 20121 Milano Quartiere Missori
LA TERRA, MEMORIA SENZA FINE.
Il forno è il luogo in cui avviene una trasformazione irreversibile — dove l’argilla, estratta dall’ordine naturale delle cose, viene fissata nel tempo come opera di ceramica Bizen-yaki, custodendo in sé il percorso della terra attraverso il fuoco e il tempo.
Derivato dal latino mono (uno, unico) e solum (terra, suolo), MONO-SOLUM è il titolo di una serie di opere ceramiche che rendono visibile la “memoria della terra” attraverso il recupero di frammenti residui della ceramica Bizen, arte tradizionale sviluppata nella regione di Okayama, in Giappone.
Biblioteca del Suolo
Lo spazio espositivo, Biblioteca Ostinata, è un luogo aperto ai cittadini di Milano, dedicato all’accumulazione, all’interpretazione e alla diffusione della conoscenza.
All’interno di queste mura, l’architettura di Michele De Lucchi fa da sfondo all’intreccio tra la terra che abita le opere di Bizen e i depositi di conoscenza cristallizzata custoditi negli scaffali circostanti, creando un dialogo che invita a osservare il passaggio del tempo inscritto nell’argilla.
Frammenti (passato), arte contemporanea (presente), Bizen rigenerato (futuro).
Ogni elemento temporale converge in questa biblioteca di terra, dove un accumulo di arte e artigianato prepara silenziosamente il terreno per il futuro del Bizen-yaki, e per estensione, per il futuro stesso.
土の図書館
MONO-SOLUM —Un viaggio attraverso la genealogia del Bizen rigenerato —
Date: Lunedì 20 aprile – Domenica 26 aprile 2026
Orario: 10:00 – 18:30
Luogo: Biblioteca Ostinata / Via Osti 6, 20122 Milano, Italia
Web site:https://the-continue.com/it/mono-solum/
Eventi correlati: SOLO SU INVITO
23 aprile, 16:00–17:30 【Incontro / Talk】
23 aprile, 18:00–19:30 【Reception】
Organizzatore: the continue. Co., Ltd.
Direzione creativa: Yusuke Taguchi (YUSUKE TAGUCHI DESIGN)
Artisti partecipanti (Kamabito):
Sō ISEZAKI, Hiroshi Toyofuku, Takushi Takahara, Toshihide OAE
Cornici: Mayo Yoshida (kuroganeFrame)
Interior design e installazione: In Fieri srl, Alessandra Scarfò Design
Direzione fragranza: Rika Terasawa (limetta.)
Con il supporto di: Biblioteca OSTINATA KOGEI Collaboration Kitamae-bune, Naoyoshi Itani (TSUNAGITE inc.), Ekaterina De Andreis (EKADEA studio) , fujieu
土 TERRA Incessante è la terra
断片 FRAMMENTI Ciò che un tempo custodiva una forma, appartenuta a qualcuno
火 FUOCO Veicolo per l’incontro
封印 SIGILLO Dove la materia finisce, inizia la memoria
Un’opera d’arte plasmata dalla memoria della terra, rinata attraverso il fuoco. Nata dall’antica terra del periodo Cretaceo, l’argilla di Bizen ha custodito silenziosamente la propria memoria per migliaia di anni. Un giorno, la fiamma del kamabito — il maestro del forno — la risveglia dal suo profondo sonno. Guidata dalla memoria, la terra inizia a esprimersi, rivelando una presenza unica e irripetibile.
MONO-SOLUM
— dal latino: “Mono” (uno), “Solum” (terra, suolo)
Una storia silenziosa raccontata dalla terra di Bizen. Questi frammenti, sospesi sulla soglia tra passato e futuro, portano nello spazio una quieta profondità — risuonando dolcemente nel cuore di chi li incontra, evocando memorie oltre il tempo.
MONO-SOLUM contiene materiali provenienti da frammenti ceramici rotti ̶schegge appartenute a opere incompiute nelle mani dei ceramisti di Bizen,ora restituite alla terra e rinate come argilla.
Avendo già attraversato il fuoco una volta, questa terra conserva una trama più complessa, una memoria più profondaun suolo che abbraccia il silenzioso peso di mille anni.
Sebbene la sua forma possa mutare a ogni trasformazione, la genealogia di Bizen perdura. Rinata come una nuova espressione che unisce passato e futuro, è un’ opera che ripercorre le proprie radici, come se ricordasse il luogo da cui un tempo proveniva.
窯びと
Maestri di Fornace
Takushi Takahara
Takushi Takahara è un artista che si confronta profondamente con l’argilla e il fuoco. Anche tra gli altri praticanti è spesso descritto semplicemente come un uomo che ama davvero la terra.
Nella sua vita quotidiana cerca la natura—segue i pesci nei fiumi, osserva il mare e il cielo, si prende cura del fuoco del carbone.Ognuno di questi momenti si estende senza soluzione di continuità nella sua pratica, formando un filo continuo tra vivere e fare.Nelle sue forme permane una presenza vitale—che richiama bocche, corpi, ondulazioni organiche. Le sue opere sembrano sfiorare la soglia tra l’inanimato e il vivente, dove la materia inizia a respirare.
Takahara attribuisce valore anche alle opere prive di effetti visibili di cottura (yōhen). Nell’assenza di segni evidenti, percepisce ciò che non si vede. Il suo sguardo si colloca oltre la convenzione, così come il suo modo di confrontarsi con il fuoco è unico.
Seleziona non solo il pino, ma anche legni di diradamento come il cipresso, evocando fiamme difficili da controllare. Non sono fiamme domate; si innalzano come in attesa di un incontro.
Per Takahara, la cottura è l’atto di far emergere l’istante in cui argilla e fuoco si incontrano. È questo incontro che custodisce sopra ogni cosa.
Non si limita a osservare la terra—vive accanto ad essa.
So ISEZAKI
In quanto artista all’interno della linea genealogica della famiglia Isezaki, egli porta con sé sia la responsabilità di ereditare la tradizione sia quella di generare innovazione. All’interno di questo delicato equilibrio, le sue forme emergono con una forza silenziosa—una forza che apre il Bizen al presente senza comprometterne la natura essenziale. L’argilla raffinata tramandata nella linea Isezaki restituisce una chiarezza di texture e una dignità intrinseca. Nel confrontarsi con questo materiale, egli compie ripetutamente scelte sottili e rigorose: rimuovere le pietre dall’argilla grezza oppure lasciarle intatte. Pur essendo contemporaneo nella forma, il suo lavoro porta con sé un senso di raffinatezza insostituibile. Questa qualità non nasce dalla sola tecnica, ma dalla sua posizione all’interno della linea genealogica—e dallo spirito con cui vi si accosta.
Hiroshi TOYOFUKU
Hiroshi Toyofuku è un artista che si confronta direttamente con lo stato stesso dell’argilla. Nato a Tokyo e oggi attivo a Bizen, il suo lavoro è già stato riconosciuto da collezionisti in Europa. È tra i pochi artisti ad aver ereditato la tecnica dello shizen nerikomi (marmorizzazione naturale), approfondendola in una pratica fortemente personale.
L’argilla naturale è, per sua natura, irregolare ed eterogenea. Laddove gran parte della ceramica tende a raffinare e omogeneizzare il materiale prima di dargli forma, Toyofuku resiste a questo impulso, scegliendo invece di preservarne le irregolarità intrinseche e di lavorarla così com’è.
Non frantuma, non mescola, non impasta. Taglia delicatamente l’argilla ricca d’acqua e la sovrappone con quiete. Questo gesto non è tanto un modellare, quanto un guidare la forma lasciando che l’argilla resti nel suo stato originario.
Da questo processo meticoloso—che richiede un tempo immenso—emerge solo un numero limitato di opere. Nel suo studio silenzioso, circondato dai campi, continua a confrontarsi con l’argilla, con poche parole. Non cerca di trasformarla in qualcos’altro, ma di lasciarla essere argilla.
Nelle sue opere, oltre la portata dell’intenzione umana, affiorano gli strati e il tempo della terra stessa.
Toshihide OAE
Toshihide Oae è un artista appartenente alla famiglia Oae, una delle sei antiche genealogie del Bizen-yaki. Nato in una casa che, durante il periodo Edo, forniva ceramiche Bizen sotto il patrocinio di un dominio feudale, continua oggi questa eredità attraverso l’uso del tradizionale forno a noborigama.
Il suo forno è il risultato di un accumulo di perfezionamenti consapevoli—progettato non solo per la cottura di opere artistiche, ma anche per produrre oggetti d’uso quotidiano con continuità e stabilità. Stabilizzare un forno a legna significa, in fondo, comprendere intimamente la natura intrinsecamente instabile del fuoco.
Prima di intraprendere la via della ceramica, Oae ha lavorato nel settore della produzione elettronica. Pur basandosi su un pensiero fortemente analitico, a un certo punto della sua vita è tornato al Bizen, entrando nel percorso della ceramica. Per lui, non si è trattato tanto di una rottura quanto di un ritorno silenzioso e naturale—un affidarsi a una corrente più profonda.
Pur possedendo solide competenze tecniche e teoriche, avrebbe potuto perseguire un controllo totale. Tuttavia ha scelto diversamente. All’interno stesso del controllo risiede ciò che non può essere completamente contenuto—o forse ciò che, pur essendo controllabile, viene deliberatamente lasciato libero.
In questa mostra MONO-SOLUM, composizioni chiaramente strutturate vengono delicatamente turbate dalle infiltrazioni della fiamma e dalle tracce della cottura, introducendo una tensione sottile nel loro equilibrio. Anche nelle stesse condizioni di cottura, nessuna opera rivela la stessa espressione. In bilico tra controllo e non-controllo, Oae accoglie la fiamma—e, così facendo, la guida.
額縁
Maestro di cornice
Mayo YOSHIDA
/kuroganeFrame
Nata a Okayama, ha iniziato la sua carriera presso un laboratorio di cornici, per poi intraprendere un apprendistato a Kurashiki sotto la guida di un maestro, dove ha studiato le tecniche tradizionali di doratura e intaglio. Nel 2021 ha iniziato la propria attività indipendente, dedicandosi alla creazione di cornici su misura e pezzi unici. Affascinata dalle cornici italiane del XIV e XV secolo, ha viaggiato a Firenze per approfondire le tecniche classiche di intaglio e costruzione delle cornici. Le sue opere reinterpretano queste forme storiche, trattando la cornice stessa come un’opera autonoma.
the continue. Co.,Ltd.
Reborn bizen company
“Da Bizen rigenerato,
ripensare la vita quotidiana.”
the continue., Co. Ltd. positions reclaimed ceramics as the impetus for reconciling medium, memory, and moments. Our company reinterprets retired ceramic fragments excavated from the millennia-old soil of the Bizen region, restructuring them to conform to the current contemporary zeitgeist. We cherish nature and its bounty of artistic mediums, an affinity which informs our devotion to the Japanese aesthetic values that seek to illuminate the vestiges of history etched within those very same mediums. Our work gives shape to the storied expressions of the materials themselves which extend beyond the domain of traditional craft and design.
YUSUKE TAGUCHI
Context craft designer
“Radicato nella lavorazione artigianale e nei materiali,
intrecciando poesia nella vita quotidiana.”
Yusuke Taguchi è un designer specializzato nello sviluppo di prodotto, il cui lavoro mira a cogliere e integrare la bellezza intrinseca dei materiali e delle persone attraverso l’artigianato tradizionale giapponese e la collaborazione con artigiani, maestri e autori, sia in Giappone che all’estero.
Il suo stretto rapporto con gli artigiani gli consente di mantenere una grande libertà espressiva all’interno del processo che unisce fare, trasmettere e vendere, dando vita a opere profondamente evocative.
Taguchi ha presentato i propri lavori in numerosi eventi internazionali di design, tra cui la Milan Design Week e Maison&Objet. Negli ultimi anni ha concentrato la propria attività sulla possibilità di portare gli oggetti nella vita quotidiana, creando occasioni in cui il pubblico possa non solo provarli e acquistarli, ma anche incontrare direttamente gli artigiani che li hanno realizzati.
Biblioteca OSTINATA
Indipendent curtural library
“Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici; ammassare riserve contro l’inverno dello spirito, che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.”
La Biblioteca OSTINATA è una biblioteca privata aperta al pubblico, situata nel quartiere Missori, nel centro di Milano. Fondata nel 2022 con l’obiettivo di condividere una vasta collezione personale composta da diverse migliaia di volumi, si configura come uno spazio culturale in cui i visitatori possono accedere liberamente a opere di letteratura, filosofia, storia, poesia e scienze sociali. Gli interni, progettati dall’architetto Michele De Lucchi, combinano librerie in legno con arredi mobili, creando un ambiente flessibile adatto alla lettura, a conferenze, mostre ed eventi. Guidata dalla convinzione che la conoscenza sia un bene pubblico da condividere, la biblioteca promuove lo scambio culturale e la connessione tra le persone attraverso l’atto della lettura.
— Tipologia / Formato —
Le opere sono realizzate in due dimensioni. Ogni pezzo è unico: la ceramica, la carta giapponese e la cornice non sono mai uguali. Le cornici sono realizzate a mano da un’artigiana della corniceria e rifinite con carta giapponese washi.
MONO-SOLUM_01
W240 H340 D40mm
MONO-SOLUM_02
W240 H240 D40mm
Realizzato a mano da un artigiano delle cornici con una finitura in carta washi.
— Pottery seal —
Dal periodo Muromachi, quando l’uso dei grandi forni comunitari chiamati Ōgama iniziò a diffondersi, gli artigiani del Bizen-yaki hanno inciso segni distintivi personalizzati sul retro delle loro opere per identificarne l’autore.
— Serial number —
003 / mono_solum_01
Numero del pezzo Dimensioni
2025.07.20 / 1243°C / 62h
Temperatura/massima di cottura/Durata
Location: 34.8057N, 134.1568E
Luogo: punto di coordinate
Cotte due volte all’anno in un forno noborigama (forno a salita), in quantità limitata, ogni opera è numerata singolarmente, segnando il suo posto unico all’interno del ciclo di produzione.

備前焼
La ceramica di Bizen
Origini
Il Bizen-yaki è una delle più antiche tradizioni ceramiche del Giappone ed è riconosciuto come uno dei Sei Antichi Forni (Nihon Rokkoyō), designazione del patrimonio culturale giapponese.
Questa tecnica, che si affida esclusivamente alla cottura ad alta temperatura senza l’uso di smalto, è stata tramandata per oltre mille anni e continua ancora oggi.
Perché rinuncia alla decorazione applicata e si affida interamente ai processi della natura?
Questo approccio risuona profondamente con la sensibilità giapponese, che accoglie la natura così com’è e ne scopre la bellezza al suo interno.
Storia
A Bizen, la regione nota per la produzione del Bizen-yaki, la cottura viene ancora oggi effettuata utilizzando legna da ardere nei tradizionali forni a gradoni.
Durante il processo di cottura, la cenere fusa del legno crea motivi naturali, mentre i segni lasciati dalla paglia di riso avvolta generano i caratteristici motivi hidasuki—espressioni che emergono oltre la sfera dell’intenzione umana.
Il Bizen-yaki ha da sempre accolto tali esiti fortuiti, custodendoli e trovandovi bellezza.Formato da nient’altro che argilla e legna da ardere, questa tradizione ceramica è perdurata per oltre mille anni, con i forni spostati in base alla disponibilità delle risorse naturali.
Piuttosto che piegare la natura alla volontà umana, si adatta ad essa, un sentimento che perdura ancora oggi.
Caratteristiche e bellezza
Il fascino del Bizen-yaki risiede nell’interazione tra le forme plasmate dalla mano umana, le deformazioni generate dalla fiamma e gli effetti del forno che emergono durante il processo di cottura.
Le forme create al tornio o a mano, e le espressioni naturali rivelate dal fuoco e dalla cenere—
questi elementi si sovrappongono dando origine a un’unica opera.
In Mono-Solum, solo le trasformazioni del forno vengono estratte e preservate all’interno di una cornice.
Liberata dalla mano dell’autore, l’opera invita a una contemplazione silenziosa delle espressioni destinate a nascere dalla sola natura.


